A....B....C....D....E-G....H-I....J....K....L....M-MIJ...MIK-MUS.....N....O-P....R....S....T....U-V....W-Z
SERBI E MINORANZE
. Questa e' una lista parziale di coloro che sono stati uccisi, mutilati, violentati,
gravemente bastonati, seriamente feriti, torturati, e scomparsi. La lista e'
stata creata sulla basa di tutti i dati finora pubblicati da governi e organizzazioni
umanitarie, supplementati da comunicazioni da famiglie, amici, e vicini delle
vittime. Per ogni nome diamo le iniziali della sorgente dell'informazione. Inclusa
in questa lista e' gente di ogni nazionalita', inclusi serbi e montenegrini
(slavi ortodossi), romi (zingari, inclusi ashkaelia ed egiziani), musulmani
(slavi musulmani), gorani ( slavi musulmani dal sud del Kosovo), croati (slavi
cattolici), turchi, and macedoni.
I nomi degli albanesi uccisi dai serbi non sono qui, ma la gran maggioranza sono inclusi nella lista degli scomparsi preparata dal ICRC (Comitato Internazionale della Croce Rossa), che potete vedere nella versione inglese. Potete pure vedere, nella versione inglese, la lista degli arrestati e scomparsi preparata dal KMDLNJ, un'associazione Albanese per i diritti umani. Questa lista include serbi e romi, ed era corrente nel marzo 1999.
Gli albanesi sulla nostra lista furono probabilmente uccisi perche' non avevano dato collaborazione ai fautori della lotta armata contro Belgrado. Questo potrebbe significare che uno non obbedi' la leva, non pago' le tasse, o l'ordine di rilasciare le sue armi--molti albanesi in campagna avavano il porto d'armi. Un albanese rischiava la morte se si rifiutava di lasciare il suo posto di lavoro alla posta o alla compagnia dell'elettricita' o se manteneva un'amicizia o un legame con un serbo. Un albanese rischiava una pallottola prendendo l'autobus, viaggiando per strade di campagna in macchina con un serbo oppure nella sua propria auto, perche' alcuni guerriglieri avevano la cattiva abitudine di fare il tiro a segno su ogni veicolo che passava, inclusi autobus, trattori, e carri trainati da cavalli. In tempo di guerra civile, ragioni personali e motivi politici spesso si confondono, e un albanese potrebbe essere stato ucciso per qualche disaccordo con il padre o lo zio di un combattente. Secondo il giornale albanese Koha Ditore di Pristina, soldati del UCK torturarono e uccisero soldati di un gruppo rivale, il FARK. I motivi per cui gli albanesi sulla nostra lista furono uccisi variano, ma una cosa e' certa: sarebbero vivi oggi, esercitando la medicina, portando la posta, vendendo la loro verdura e il loro formaggio al mercato, pascolando le loro pecore in pace, se il Presidente Bush non avesse ufficialmente autorizzato l'insurrezione nel Kosovo nella sua lettera natalizia a Milosevic, come riportato sul New York Times, il 28 dicembre 1992.
Pubblichiamo questa lista come un servizio per i famigliari superstiti, che abbiamo incontrato in Serbia, Kosovo, Montenegro, e in Macedonia. Non devono essere dimenticati.
LE FOTO
Abbiamo richiesto foto dei morti e scomparsi. Ne abbiamo ricevuto solo qualche centinaio, molte che erano copie di vecchie carte d'identita'. Perche' mai cosi' poche foto? Quando una casa e' attaccata e messa in fiamme, i famigliari che riescono a fuggire non scappano nei boschi con albums di foto sotto il braccio. A volte intere famiglie scompaiono, a volte le vittime sono sconosciute. Chi fu ucciso nel villaggio, chi e' sopravissuto? In alcuni villaggi, attaccati e bruciati, solo alcuni cadaveri furono identificati. I soldati del KFOR certo non hanno il tempo di cercare, nelle rovine che costellano il Kosovo, le ossa di serbi e di romi, visto che trovano molto difficile il compito di proteggere i vivi. Il Tribunale InteNATO dell'Aia non e' stato mai interessato nei crimini commessi contro cristiani ortodossi (serbi e montenegrini) e i loro alleati musulmani, ne' in Bosnia, ne' in Kosovo, anche se questi crimini furono quelli che iniziarono il ciclo di violenza e vendetta in Croazia, Bosnia, e Kosovo. Il governo di Milosevic non mostro' mai grande efficenza nel pubblicare tali fatti. Solo alcune organizzazioni con finanze molto limitate e le famiglie degli scomparsi hanno mostrato vero interesse. Il Comitato Internazionale della Croce Rossa e' l'organizzazione con l'esperienza piu' vasta in questo campo. Citeremo qui dal http://www.cicr.org/icrceng.nsf/5cacfdf48ca698b641256242003b3295/6a4bf8e778d5668e412568da004cb570?OpenDocument
"Gruppi di lavoro del CICR sono stati mobilitati in tutti gli uffici del CIRC in Kosovo per sistematicament visitare citta' e villaggi ed incorraggiare le famiglie a offrire informazione sui famigliari scomparsi. La maggioranza dei nomi raccolti erano da albanesi del Kosovo che notificavano che dei loro famigliari erano stati arrestati, ma in Kosovo e altrove nella RFI (Repubblica Federale Iugoslava), il CIRC pure raccoglieva informazione da centinaia di famiglie serbe, rom, e di altre comunita', che riportavano che i loro famigliari erano stati rapiti dall'Esercito di Liberazione del Kosovo (UCK) o da civili."
Il CIRC ha sistematicamente indagato la vittime della guerra da villaggio a villaggio e ha nominato la gran maggioranza delle vittime albanesi. Gli albanesi son tornati ai loro villaggi, e quindi hanno potuto stabilire chi e' scomparso. Ma come possono farlo serbi e romi che sono stati sventagliati tra Serbia, Montenegro, Macedonia, e Italia? Questo problema e' particolarmente difficile per i romi, che sono odiati o disprezzati dovunque, e hanno sofferto aperta discriminazione pure da parte di organizzazioni umanitarie internazionali. Non possono stabilire chi e' vivo e chi e' morto perche' non possono raggiungere amici, vicini, e famigliari. Non puoi mandare una cartolina al vicino che ti viveva di fronte a Pec o a Prizren, non c'e' posta in Kosovo. Non puoi telefonare, i vicini non avevano telefono. Spiacente, non c'e' e-mail. Ad ogni modo, i vicini se ne sono andati e la loro casa non c'e' piu'. Dobbiamo assumere che una buona percentuale delle vittime, particolarmente dei romi, e' ancora sconosciuta.
LE DONNE
La gran maggioranza delle vittime sono uomini, ma abbiamo i nomi di centinaia di donne, uccise o scomparse. Questo lo indichiamo con la lettera F dopo il nome. Sono generalmente vecchie, tra sessanta e novant'anni, e questo e' il motivo per cui abbiamo cosi' poche foto di donne. E' piu' facile dimenticare i vecchi, sarebbero morti presto in una maniera o in un'altra. Chi tiene in portafoglio la fotografia della sua cara nonna? Poche foto di uomini vecchi, quantunque ne abbiamo centinaia sulla lista. La maggioranza delle foto sono di uomini giovani o di media eta'. Perche' mai? Perche' le madri e mogli sono sopravissute e tenevano le foto in portafoglio. Dei piu' dei mortri nulla rimane che ossa. Niente lapide, niente fotografia. Sono principalmente serbi e zingari. L'altra volta si tratto' di serbi, zingari, ed ebrei. Questa volta, tutti gli ebrei, esortati dai nonni che avevano sopravissuto l'occupazione 1941-1944, sono fuggiti fuori dalla zone d'occupazione della NATO, lasciando dietro case e tutto. La decisione di fuggire era piu facile da fare per gli ebrei, in quelle uniformi nere della polizia militare dell'UCK, videro la faccia della morte. Ma per i vecchi nei villaggi, e particolarmente per le vedove--alcune, secondo un antico costume, avevano preparato gli abiti per la sepoltura--lasciare la terra era impensabile. Rimasero, e ritornarono tutte alla terra.
Donne violentate hanno il diritto allo stesso onore e considerazione come feriti e torturati. Cio' nonostante, alcune che furono violentate nel corso del conflitto preferiscono evitare qualsiasi pubblicita', e questo e' il loro diritto. Per cio', ammenoche' non furono uccise, ne daremo soltanto le iniziali. Nel caso di qualche donna albanese che fu violentata come ufficiale punizione per mancanza di correttezza politica da parte del loro padre o fratello, daremo solo le iniziali del villaggio da dove sono, per evitargli ulteriori rappresaglie, nel caso che non siano fuggite nella Iugoslavia non occupata.. Ammenoche' le vittime viventi ci diano permesso di pubblicarne il nome, pubblicheremo solo le iniziali, nonostante il fatto che il loro nome sia gia' stato pubblicato in documenti ufficiali.
QUANTE SONO LE VITTIME DELLA NATO?
La giornata della Liberazione, il 10 giugno 1999, e' il giorno in cui l'esercito
iugoslavo comincio' la ritirata, in accordo con i precetti dell'Armistizio di
Kumanovo. Secondo la stampa occidentale, dal 10 giugno in poi, i morti Serbi--non
bisogna menzionare nemici della NATO che non fossero Serbi-- sono piu' di trecento,
tutti vittime di "vendette." E allora diremo forse noi che il numero
delle vittime della NATO e dei suoi alleati in Kosovo sia piu' di duemila, senza
contare le donne violentate, feriti, e mutilati? No, non abbiamo cifre da darvi.
Veramente non abbiamo il tempo di contare le vittime, ogni giorno riceviamo
nuovi dati. Quello che possiamo fare e' darvi centinaia di foto, migliaia di
nomi di persone che vivevano in pace coi loro vicini nel Kosovo multi-etnico
che la NATO distrusse. Possiamo soltanto dire che non sono piu' tra noi.
Se davvero volete un body count, contatele voi.
CONTARE CADAVERI O CONTARE VITTIME?
Alcuni dei morti erano conosciuti ai vicini superstiti solo per il loro nome, il cognome non lo si sa. Altri morti erano degli sconosciuti, osservati mentre venivano arrestati o uccisi. Se la Chiesa Ortodossa o qualche altra sorgente d'informazione, dice che un paio di serbi o di romi furono bruciati nelle loro case in Pec, li chiameremo N.N. PEC A e N.N.PEC B oppure N.N.ROMA PEC A e N.N.ROMA PEC B. Come nuovi dati si presentano, cambieremo gli N.N. in nomi. Se un villaggio serbo fu bruciato e la chiesa dice che dieci vecchi erano rimasti li e che non c'e' traccia di loro, li consideriamo morti o scomparsi anche se i cadaveri non siano stati trovati. I cadaveri non identificati trovati in fosse comuni o lasciati al cimitero ortodossso, non bisogna aggiungere al totale dei morti, perche' probabilmente si tratta di persone gia' dichiarate scomparse. Dobbiamo fare del nostro meglio per evitare l'esagerazione, senza pero' ignorare rapporti che potrebbero rappresentare nuove vittime.
DETERMINAZIONE E CORREZIONE DI ERRORI
Molti rapporti hanno errori, e alcune vittime sono state nominate due volte, sotto nomi leggermente differenti o in villaggi differenti. E' possibile che qualche detenuto sia stato liberato, senza che l'informazione arrivasse alla chiesa o altra sorgente d'informazione sul caso. Alcuni rapporti danno nomi erronei o informazioni contradittorie riguardo a tempo e luogo di arresti in cui si tratta chiaramente di una sola persona--prego notate che arresto o detenzione in Kosovo e' in generale equivalente a esecuzione.
Quando sembra probabile che un caso sia gia' stato menzionato, ma non ne siamo proprio sicuri, aggiungeremo il segno alla fine del paragrafo. In un paese dove i cognomi si creano aggiungendo "ic" o "vic" al nome del padre, avere due o tre vittime con lo stesso nome e cognome non e' chiara indicazione d'errore: sembra che il numero dei cognomi sia alquanto limitato per i serbi. Aiuto con il lavoro di eliminare i doppi sarebbe molto apprezzato, ma l'orrore del Kosovo non cambierebbe di molto se il numero di bambini, madri, nonne, e prigionieri di guerra uccisi o scomparsi sotto la nostra supervisione fosse nelle centinaia o nelle migliaia.
NOTE E ABBREVIAZIONI
indica che sembra probabile che questa persona sia gia' stata menzionata sotto
un nome un po' differente, ma non vogliamo ignorare un rapporto se non siamo
assolutamente certi che si tratti di un doppio. Speriamo di ricevere chiarificazioni
da testimoni e famiglie.
Indica che il cognome non sembra sia serbo o montenegrino. Se la nazionalita'
non e' indicata necessitiamo aiuto per determinarla.
AFP: Agence France Press
Blic: quotidiano di Belgrado
cpt: Centro per la Pace e Tolleranza, Belgrado
ERRC: Centro Europeo per i Diritti dei Romi , http://errc.org
F: comunicazioni da famiglie, amici, e vicini
HLC: Centro Legale Umanitario, Belgrado
ICRC: Comitato Internazionale della Croce Rossa
KMDLNJ: Conciglio per la Difesa dei Diritti Umani e delle Liberta', Pristina
0: Chiesa Serba Ortodossa
P: Organizzazione delle Famiglie degli Scomparsi, Belgrado
SNP: Il rapporto su questo caso dava informazione del genere che interesserebbe
un giudice istruttore, se vi fossero giudici istruttori interessati in Kosovo
o all'Aia.
W: Libro Bianco sul Kosovo, Ministero degli Esteri, Belgrado, marzo 2000
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